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ALCUNE DELLE NOSTRE ESPERIENZE...

L'esperienza di Belen

Belen, studente di 12 anni, racconta la sua esperienza di viaggio sulle Ande con i volontari della Fondazione.

UN CUSCINO DI SOLITUDINE


Il viaggio che ho fatto con la mia famiglia, volontaria della Fondazione, è stato fantastico, una forte esperienza. 

Siamo partiti da Huerta Grande, una città non molto grande nella provincia di Córdoba, in Argentina, martedì 16 luglio. Dopo un viaggio di quasi 2 giorni, siamo arrivati a Moreno, nella provincia di Jujuy, e nella mensa della Fondazione abbiamo aspettato l’arrivo del camion carico di sacchi di cibo e vestiti, che poi avremmo consegnato nelle aree di destinazione. Sul camion arrivato a mezzogiorno, abbiamo caricato le borse per la distribuzione a Lipán. Quando siamo arrivati alla prima casa, abbiamo visto

una donna che lavava gli indumenti; era molto felice nel ricevere cibo e vestiti. Vedere le persone felici, dopo aver ricevuto i bolsones con gratitudine e gioia, mi ha riempito l’anima; poter parlare e passare un momento con loro, è stato ancora più bello. Nelle fermate in cui abbiamo distribuito i bolsones, c’erano bambini di tutte le età e alcuni erano incuriositi per il fatto che domandavo loro come fosse vivere sulle alture e in luoghi molto distanti tra loro; ognuno di loro riceveva cibo e vestiti.

Alla fine della consegna nell’area di Lipan ci siamo diretti verso la mensa a Salta, che si trova a 3800 metri di altezza, e dopo il lungo viaggio,arrivando di notte, abbiamo pernottato lì.

Venerdì 19 luglio, ci siamo alzati alle 6 e dopo la colazione, abbiamo caricato gli altri bagagli sui camion che ci hanno accompagnato per la consegna a Finca del Toro e a El Palomar, che sono località vicino a Las Cuevas. In questa parte dell’esperienza, ci siamo fermati in un luogo solitario, dove non c’era casa e non si sentiva alcun rumore, in quel momento mi chiedevo: “chi stiamo aspettando?”, poi tre persone sono venute verso di noi, successivamente sono arrivate altre persone che con sorrisi commoventi hanno ricevuto ciò che abbiamo donato e ci hanno felicemente salutato dopo aver dato loro borse con cibo e vestiti.

Sulla via del ritorno, commossa dal grande bisogno che hanno queste persone, ho pensato a coloro che vivono persi tra le montagne e alle loro case molto lontane le une dalle altre, cucinano all’aperto in pentole sporche e bruciate dalle braci, ai forti venti che seccano la pelle e alle stanze dove il freddo attraversa le pareti, dove dormi con un cuscino di solitudine. Questa necessità mi spinge a continuare a combattere, per chi ha bisogno; raccogliendo cibo, calzature, abbigliamento, medicine.

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L'esperienza di Roberta

RITORNO IN ARGENTINA

Eccomi qua, vi racconto la mia esperienza in Argentina per l’associazione Los Ninios del maniana.
Ho sempre avuto il desiderio di fare volontariato all’estero per i bambini; nel 2013 conobbi il presidente dell’associazione e tutta l’organizzazione della torta del cuore. Dopo aver contribuito all’evento nel dicembre 2013, a febbraio 2014 partii per conoscere di persona i bambini, i luoghi e il lavoro dei volontari in Argentina: un’esperienza bellissima che mi riempì il cuore, e di cui il ricordare, sempre mi commuove. 

Per tre settimane rimasi a Chancani ad aiutare nella gestione della struttura (pulizie, preparazione pasti), e a condividere il pomeriggio con i bambini.
La costruzione di questa struttura, chiamata “comedores”, divenne subito importante perché permise di portare in tutto il paesino luce ed acqua. Inoltre, è un luogo fondamentale di ritrovo per i bambini, così che possano stare insieme sia per giocare che per studiare. 

Ho legato molto con i bimbi di Chancani, che mi chiesero di non ripartire per l’Italia e di rimanere lì, con loro... Purtroppo tutto ha un inizio e una fine. Partii, con la promessa che sarei ritornata, essendo divenuti così tanto importanti i luoghi dove sono stata accolta con tanta premura ed amore. 

Nel 2017 riuscì a organizzarmi per ritornare in Argentina: Ricordo bene la forte emozione, dopo esser uscita dall’aeroporto, lì ad aspettarmi c’era una carissima amica e volontaria argentina. 

In questo viaggio visitai un altro comedores, Alto de las Juntas, a 1800 metri: nuovi bimbi ma stessi sorrisi. Ricordo il primo giorno che vidi i bimbi, alcuni di loro raccolsero dei fiorellini di campo per me, senza avermi mai vista prima. Questo secondo viaggio fu molto importante perché vidi un’altra parte del lavoro dell’associazione. Partecipai a tutta la preparazione dei generi alimentari da portare alle famiglie che vivono sopra i 3000 metri, aiutai a scaricare il camion, nella preparazione delle borse, nel ricaricarlo e nella consegna a ogni famiglia di tutto ciò che era stato preparato, ovvero provviste per i successivi due mesi ( farina, pasta, riso, polenta, latte in polvere, zucchero, legumi). 

Il lavoro dei volontari è straordinario! Lavorano molto, e la cosa più bella è che lo fanno in armonia e con il sorriso! 

Arrivare a 3000 metri e vedere, personalmente, le condizioni di vita di queste famiglie è stata un’altra forte emozione! Famiglie che vivono di poco, isolate in capanne, e grate per l’aiuto che ricevono. Spero che chiunque legga questo articolo possa dare un piccolo contributo per continuare ad aiutare queste persone, perché tutto il lavoro che ho visto è fatto con la cura del cuore.

L'esperienza di Olga

 

UN MESE IN ARGENTINA

L’estate scorsa sono partita per un mese a Alto de las Juntas, un piccolo paese sulla cordigliera preandina nel nord

dell’Argentina in provincia di Catamarca. Sono stata ospitata nel Comedor la Cañada, uno tra quelli costruiti e gestiti dalla Fundación los Niños del Mañana, per partecipare come volontaria alle attività della fondazione.

Il desiderio di scoprire una realtà molto diversa dalla nostra e la voglia di rendermi utile alla realizzazione del progetto della fondazione sono state le motivazioni che mi hanno spinto a vivere questa straordinaria esperienza.

Durante il periodo passato al Comedor ho potuto scoprire ed apprezzare il lavoro realizzato dalla Fundación per prendersi cura dei bambini bisognosi. L’impegno della fondazione sul territorio è testimoniato da due attività differenti: da una parte la gestione del Comedor, una mensa per i bambini che in realtà è più una scuola di vita e un tempio della spensieratezza; dall’altra la distribuzione dei bolsones per aiutare le famiglie bisognose che vivono in zone isolate della precordigliera andina, troppo lontano dal Comedor perché i bambini possano usufruirne e senza alcuna prospettiva di migliorare la propria condizione economica.

Nel Comedor l’impegno e l’amore di July e Pupi, la giovane coppia incaricata della gestione, hanno permesso di creare un luogo unico di gioco ed armonia che permette ai bambini di vivere momenti di spensieratezza assoluta. Le giornate sono dense: la preparazione dei pasti la mattina, il momento del pranzo e le attività ludico-didattiche del pomeriggio. July e Pupi sono riusciti nonostante le difficoltà a creare un gruppo di bambini solidale e giocoso: le risate, gli scherzi e gli screzi tra i bambini animano le giornate. In Comedor si impara a condividere il cibo, il

tempo, i giochi, si parla del presente e del futuro, si fanno progetti, si leggono storie. I bambini sono i protagonisti assoluti ai quali viene ridato il luogo centrale e privilegiato di cui spesso sono privati nelle famiglie di origine. Una volta al mese July e Pupi organizzano una festa di compleanno per i bambini nati in quel mese: July, appassionata di pasticceria prepara delle torte meravigliose e coloratissime, la sala del Comedor è decorata con palloncini

colorati che a fine giornata vengono distribuiti ai bambini. Per molti di loro è la prima festa di compleanno

della loro vita: esprimono una felicità pura e spontanea e il loro sguardo stupito ed incredulo di fronte alla torta è impagabile.

Durante la distribuzione dei bolsones invece sono entrata a contatto con una realtà completamente diversa. Una volta ogni due mesi gli operatori della fondazione si inoltrano a bordo di un furgoncino per raggiungere agglomerati sperduti nelle montagne distribuendo borse di alimenti e vestiti per i bambini. La durezza delle condizioni ambientali si riflette sul comportamento dei bambini: non ci sono sorrisi o grida gioiose, ma solo una forte timidezza ed un pizzico di paura. Gli adulti esprimono un’immensa riconoscenza e cercano di contraccambiare come possono i doni della fondazione: delle uova, un sacco di patate, una zucca...

Partecipare a questa distribuzione mi ha permesso di apprezzare ancora di più i risultati ottenuti da July e Pupi nel

Comedor e di prendere coscienza del ruolo fondamentale giocato dalla fondazione su quel territorio: prendersi cura di coloro che sono isolati e dimenticati, in particolare dei bambini ai quali spesso viene negata un’infanzia serena.

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